Retribuzioni contrattuali per settore economico (Ateco)
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Retribuzioni lorde contrattuali e durata contrattuale del lavoro e retribuzioni annue di competenza: Le statistiche derivanti dall’indagine sulle retribuzioni contrattuali si basano sul concetto di ‘prezzo della prestazione di lavoro’. Fanno quindi riferimento a un collettivo di lavoratori costante e caratterizzato da una composizione fissa per qualifica e per livello di inquadramento contrattuale fissati attualmente a dicembre 2010=100. Esse soddisfano l’esigenza di valutare la dinamica delle retribuzioni al netto degli effetti dovuti a: mutamenti nella struttura dell’occupazione per qualifica, livello di inquadramento, regime orario, anzianità, straordinari, contrattazione decentrata e al tempo di lavoro effettivamente prestato per assenze, conflitti, ecc. L’Istat produce due statistiche sulle retribuzioni contrattuali: l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali (IRC) e i livelli della retribuzione contrattuale annua (RCA). IRC e RCA misurano le componenti retributive attribuibili esclusivamente alla contrattazione nazionale: sono così considerati importi tabellari e voci a carattere generale e continuativo quantificabili attraverso i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), comprese le mensilità aggiuntive. Dalla misura sono quindi esclusi: i trattamenti stabiliti da accordi aziendali o territoriali, da accordi individuali o per decisione unilaterale del datore di lavoro; le retribuzioni in natura e quelle non aventi carattere generale e continuativo (straordinari, premi individuali, ecc.). I valori considerati sono al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali (oneri sociali). La periodicità del ciclo produttivo dell’indagine è mensile così come la diffusione degli indici legata al comunicato stampa “Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali”. Gli indici sono di due tipi: orari e per dipendente (vedi oltre le definizioni più puntuali). Le “misure tabellari” su cui è costruito l’IRC non corrispondono ai minimi, in quanto esse considerano un’anzianità media convenzionale e numerosi importi generalizzati e continuativi quantificabili sulla base della contrattazione nazionale. Le RCA (Retribuzioni contrattuali annue) definite in due varianti quantificano, invece, specifiche voci non considerate dall’IRC, cioè una tantum e arretrati: la retribuzione di competenza li assegna nei corrispettivi mesi di vacanza contrattuale (i mesi e agli anni in cui questi si riferiscono); la seconda variante la retribuzione di cassa prevede invece l’attribuzione delle stesse voci ai mesi in cui questi sono state corrisposte. Queste operazioni definiscono gli importi di competenza e di cassa per ciascun livello di inquadramento dei contratti collettivi nazionali di lavoro presi in considerazione in occasione della definizione della base dell’IRC. I valori della RCA (cassa e competenza) sono diffusi annualmente. L’indagine è regolamentata da un atto programmatico dell’Istat. Fino al 2005, la denominazione dell’indagine era “Retribuzioni lorde contrattuali e durata contrattuale del lavoro anche se, fin dal 1990, il processo produttivo comprendeva i valori assoluti annui dell’elaborazione “retribuzioni annue di competenza”. La produzione e la diffusione della retribuzione contrattuale di cassa è molto recente avendo pubblicato i dati per la prima volta nel 2007. Dal 2005, l’elaborazione e l’indagine sono state riunite in un’unica linea produttiva e la denominazione dell’indagine è stata modificata in quella attuale.

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Retribuzioni lorde contrattuali e durata contrattuale del lavoro e retribuzioni annue di competenza: Le statistiche derivanti dall’indagine sulle retribuzioni contrattuali si basano sul concetto di ‘prezzo della prestazione di lavoro’. Fanno quindi riferimento a un collettivo di lavoratori costante e caratterizzato da una composizione fissa per qualifica e per livello di inquadramento contrattuale fissati attualmente a dicembre 2010=100. Esse soddisfano l’esigenza di valutare la dinamica delle retribuzioni al netto degli effetti dovuti a: mutamenti nella struttura dell’occupazione per qualifica, livello di inquadramento, regime orario, anzianità, straordinari, contrattazione decentrata e al tempo di lavoro effettivamente prestato per assenze, conflitti, ecc. L’Istat produce due statistiche sulle retribuzioni contrattuali: l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali (IRC) e i livelli della retribuzione contrattuale annua (RCA). IRC e RCA misurano le componenti retributive attribuibili esclusivamente alla contrattazione nazionale: sono così considerati importi tabellari e voci a carattere generale e continuativo quantificabili attraverso i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), comprese le mensilità aggiuntive. Dalla misura sono quindi esclusi: i trattamenti stabiliti da accordi aziendali o territoriali, da accordi individuali o per decisione unilaterale del datore di lavoro; le retribuzioni in natura e quelle non aventi carattere generale e continuativo (straordinari, premi individuali, ecc.). I valori considerati sono al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali (oneri sociali). La periodicità del ciclo produttivo dell’indagine è mensile così come la diffusione degli indici legata al comunicato stampa “Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali”. Gli indici sono di due tipi: orari e per dipendente (vedi oltre le definizioni più puntuali). Le “misure tabellari” su cui è costruito l’IRC non corrispondono ai minimi, in quanto esse considerano un’anzianità media convenzionale e numerosi importi generalizzati e continuativi quantificabili sulla base della contrattazione nazionale. Le RCA (Retribuzioni contrattuali annue) definite in due varianti quantificano, invece, specifiche voci non considerate dall’IRC, cioè una tantum e arretrati: la retribuzione di competenza li assegna nei corrispettivi mesi di vacanza contrattuale (i mesi e agli anni in cui questi si riferiscono); la seconda variante la retribuzione di cassa prevede invece l’attribuzione delle stesse voci ai mesi in cui questi sono state corrisposte. Queste operazioni definiscono gli importi di competenza e di cassa per ciascun livello di inquadramento dei contratti collettivi nazionali di lavoro presi in considerazione in occasione della definizione della base dell’IRC. I valori della RCA (cassa e competenza) sono diffusi annualmente. L’indagine è regolamentata da un atto programmatico dell’Istat. Fino al 2005, la denominazione dell’indagine era “Retribuzioni lorde contrattuali e durata contrattuale del lavoro anche se, fin dal 1990, il processo produttivo comprendeva i valori assoluti annui dell’elaborazione “retribuzioni annue di competenza”. La produzione e la diffusione della retribuzione contrattuale di cassa è molto recente avendo pubblicato i dati per la prima volta nel 2007. Dal 2005, l’elaborazione e l’indagine sono state riunite in un’unica linea produttiva e la denominazione dell’indagine è stata modificata in quella attuale.

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